How would you say: “marry me?”

Io credo che il massimo che uno possa dire in tutta onestà è:

“Senti: garantisco che ci saranno tempi duri, garantisco che a un certo punto uno di noi due o tutti e due vorremmo farla finita ma garantisco anche che se non ti chiedo di essere mia lo rimpiangerò per tutta la mia vita perché sento nel mio cuore che sei l’unica per me.”

Mi è capitato di rivedere questo film che trovo sempre molto divertente e a tratti illuminante e di prestare particolare attenzione a questo spunto.

Per chi non lo avesse visto, in questa scena i due protagonisti discutono di proposte di matrimonio e quando lei inizia a blaterare cose più confuse che persuase, lui la blocca dicendo che la sua dichiarazione sarebbe questa.

“garanzia”

/ga·ran·zì·a/

sostantivo femminile

1. 1.
Assicurazione riguardo all’adempimento di un impegno o di un’obbligazione.”offrire”

2. 2.
PARTICOLARMENTE
Nella pratica mercantile e bancaria: lettera di garanzia, documento con cui si garantiscono l’adempimento e l’osservanza di obblighi altrui.

Questa parola viene usata in moltissime conversazioni e ambiti diversi oggi. Molto spesso è anche uno dei termini più utilizzati nelle job description di eventuali annunci.

Personalmente amo questa parola, è concreta e mi da sicurezza.

Essendo una persona pragmatica, sicuramente preferirei un approccio di questo tipo rispetto al “tra la valle degli unicorni e la felicitá di averti incontrata ti amo e ti amerò per sempre sempre sempre, sposami”, ma questa è un’altra storia.

Ho ricollegato questo ad un caso mediatico scoppiato a seguito di un’intervista ad un attore famoso che diceva:

“Viviamo in un mondo che ti spinge sempre più a pensare che tu devi stare bene da solo. E questa è una cosa secondo me contraria proprio alla natura dell’uomo. Invece per tanti motivi, che sono legati a tante dinamiche, ci fanno credere che prima di stare bene con un’altra persona dobbiamo stare bene con noi stessi. Io se non sto con un’altra persona non so chi sono, come faccio a stare bene? Quella è una grande miseria secondo me. La letteratura di una miseria che ci viene raccontata come se fosse una ricchezza”

Io credo che, se la relazione è sana ed equilibrata, lo stare insieme sia un valore aggiunto alla nostra vita, qualcosa per cui stare ANCORA meglio e quindi una fonte di ricchezza inestimabile.

Per poter arrivare ad una relazione così però, dobbiamo stare “bene” con noi stessi, volerci bene, essere consapevoli di cosa siamo e di cosa vogliamo (compreso come ci piacciono le uova, per tornare al film perché altrimenti rischieremmo di condividere una versione di noi stessi che non esiste e alla fine, tutto andrebbe in pezzi.

Ma come tutte le scelte, quella di avere una una relazione non la scelta giusta per tutti. E ci vuole anche una discreta dose di culo per trovarla una persona con le stesse premesse.

E voi lo sapete come preferite le uova?

Come sarebbe la vostra dichiarazione per chiedere la mano di qualcuna/o?


Una replica a “How would you say: “marry me?””

  1. Avatar Omar
    Omar

    Si, può essere vero il fatto che prima bisogna vivere bene con sé stessi per poi trovarsi una relazione che ti dia una valore aggiunto.
    Ma quanto tempo si attende il benessere solitario, quando hai la possibilità di condividere il tuo percorso con qualcuno?
    Si cerca sempre di vivere con la consapevolezza che non bisogna completarsi a vicenda, ma essere due elementi ben reali e distinti.
    È la moda di questo tempo.
    La trovo alquanto egoistica, abbiamo tante emozioni da esprimere, e non trovo alcun senso nel non condividerle con la persona probabilmente giusta.

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