Mesi di silenzio, da molto tempo non prendevo in mano una penna e un quaderno per scrivere.
Chi mi segue e ha letto i miei pezzi o fa parte in qualche modo della mia vita sa, sa che quando devo riflettere io tendo
ad isolarmi.
Non lo faccio perchè non voglio bene alle persone che ho intorno o perché penso di voler drasticamente dare un taglio a quello che ho fatto fino ad ora, ma perché ho bisogno di prendere le mie decisioni da sola e in assoluta libertà, perchè tanto poi, come si dice in francese, sono cazzi miei.
Questa cosa qui del volersi prendere proprio tutte le responsabilità non è che l’hanno mai capita molto di me. Ci sono state e ci sono persone che insistono, mi martellano di domande inutili o molto superficiali sperando di tirami fuori qualcosa, ma così va solo peggio.
Questo mi riporta alla classica frase: “non sono tutti come te” che, avendo ahimè una personalità ingombrante, mi sono sentita ripetere più dell’ “impara a contare fino a 10”.
Giusto per essere chiari e se fosse sfuggito a qualcuno “lo so!”, lo so che non sono tutti come me e per fortuna, altrimenti sai le litigate, la noia, la mancanza di stimoli, la morte della curiosità..? Siamo tutti diversi e questo è un grande valore aggiunto, però è anche ora che si imparino i tempi degli altri.
Guardate che questa roba dei tempi è potentissima: pensate all’importanza delle tempistiche nello sport, nella carriera, nella prevenzione di una malattia, in un training..
Potrei farvi infiniti esempi per convincervi del fatto che anche le persone vivono un tempo proprio e che voi, anche se non lo capite, lo dovete accettare.
Dovete abbracciare lo spazio che avete fra voi e il vostro tempo e a volte dovete anche abbandonarvi al fatto che il tempo non lo decidete voi, mai sugli altri e molto poco anche su voi stessi.
Quante volte vi hanno detto “la vita non va come te la sei immaginata!”? Immagino parecchie e si, è molto vero, e quindi?
Io ci credo nel destino, e questo non vuol dire che aspetto che mi piovano le cose addosso, vuol dire solo che credo che qualcosa sia già determinato e io ci posso arrivare in mille modi, con le mie capacità, le mie sfumature, con il mio tempo.
In questi mesi, dove mi sono presa parecchio tempo per me, mi sono resa conto che non sono più quella che ero.
Mi sono sempre ascaltata abbastanza, ma la paura nella maggior parte dei casi aveva la meglio. -Paura di cosa?-, voi direte.
Paura di uscire dalla mia zona di confort, di far soffrire le persone vicino a me, paura di deludere le aspettative, paura di sentire alcune cose che forse pensavo fossero una debolezza/stanchezza momentanea, e quindi alla fine anche paura di essere felice.
In tutto questo cincello di emozioni contrastanti, ho fatto quello che so fare meglio: organizzato viaggi, gite, cose..
La svolta nella mia testa è arrivata a fine Aprile perché da prima non ero felice, qualcosa doveva cambiare.
Una cosa la sapevo, io non sono e non sarei mai stata una di quelle persone che si lamenta e non fa nulla per cambiare.
E quindi mi sono fatta mille domande, ho analizzato la situazione con accuratezza e mentre stavo maturando il fatto che il mio lavoro sarebbe stato il primo passo, ho incontrato qualcuno.
È iniziato tutto con qualche foto e qualche parola qua e là, poi un giorno mi sono accorta che le nuvole sopra la mia testa erano meno dense e ho iniziato a intravedere qualche pezzo di cielo azzurro e poi, una timida luce ha iniziato a scaldarmi e si è fatta più intensa, giorno dopo giorno.
Quando sono sbocciati i tulipani, non ho riconosciuto una felce e ho visto la mia prima foto scattata da lui, dove rido (avete capito bene!); mi ci è voluto pochissimo per capire che mi ero imbattuta in qualcosa di speciale che non era niente di tutto quello che avevo vissuto e provato negli ultimi 10 anni.
E quindi niente, Enne innamorata.
In pratica ho dovuto fare un corso su me stessa per capirmi e per riprendere dimestichezza con questa mia nuova versione.
Questa ventata di bello, di novità, di fare anche in due quello che prima facevo da sola ed essere felice, la voglia di scoprire posti nuovi insieme a qualcuno che non erano le mie super amiche, gli sbatti di passare un confine di stato almeno 4 volte al mese, la voglia di studiare una nuova lingua; mi hanno dato una spinta diversa e anche un po’ la sensazione di essere più giovane, di avere un approccio più fresco.
Ma si sa, quando qualcosa va alla grande, ci pensa la vita a ricordarti che i tuoi piani valgono come il 2 di bastoni quando la briscola è spade.
Paranoie, mesi di “non posso andare avanti così”, alternati a “non voglio mollare”; la brutta sensazione di mancare a un patto silenzioso con le mie persone, i miei team; poi la svolta:
Ho ancora troppo da fare e da imparare per fermarmi adesso.
Ed eccomi qui, pochi giorni all’inizio di questa nuova avventura.
Ci ho messo quasi un anno a decidere che era ora di iniziare qualcosa di nuovo, ma adesso sono convinta e carica più di sempre; e per non farmi mancare nulla, il progetto lavorativo in partenza non è che la seconda nuova avventura di questo 2024 :).
Chissà cosa succederà da qui al 31 Dicembre..
Mi sono dilungata più del solito, ma mesi di vita ed emozioni del genere non potevano avere meno parole.
Prendetevi il tempo che vi serve per capire cosa vi gira in testa, anche quando gli altri viaggiano ad una velocità diversa, tirate fuori la grinta e buttatevi in qualcosa di diverso se quello che avete non vi rende più felici e credeteci perché alla fine, il sole sbuca sempre da dietro l’angolo.
Con tanto affetto e parecchia energia positiva per tutti voi; da una più leggera, innamorata, e sempre gioppina,
Enne.