2 funerali negli ultimi 5 giorni. Pessimo umore e tempo di riflessioni.
Mi è tornato in mente quello che ho letto al castello di Edimburgo nel mio ultimo viaggio.
È scritto alla Scottish National War Memorial:
“The souls of the righteous are in the hand of God. There shall no evil happen to them: they are in peace.”
Quando l’ho letto ho subito pensato alle famiglie di quei combattenti, a chi rimane e mi sono chiesta se questo li avrebbe fatti stare meglio; se in qualche modo, dire che le mani di Dio si sarebbero occupate di quell’anima che ormai riposava in pace, avrebbe alleviato le loro pene.
Quel giorno e i giorni seguenti sono stata particolarmente inquieta e chi mi conosce sa che lo sono già normalmente; ma quella riflessione mi ha fatta continuamente pensare alla morte.
Ma soprattutto, a Dio.
Ho quindi riaperto il vaso di Pandora o come dico io, “il cassetto del comodino” che avevo chiuso dopo il funerale di mio nonno un anno e mezzo fa e le domande mi hanno spaccato la testa, tolto l’appetito e regalato un estremo bisogno di stare in silenzio.
Da sola.
Perché la vita è così imprevedibile?
Ci sarà stato abbastanza amore nella sua vita? E nella mia?
Il tempo che gli è stato concesso è stato abbastanza? Lo ha saputo onorare essendo sempre libero e seguendo le ragioni del suo cuore?
Era orgoglioso di se stesso? Era felice?
Ci sarà davvero Dio a prendersi cura di noi dopo la morte?
Se la vita, l’amore, il tempo e la morte sono stati rispettati allora ci sarà la pace dopo?
E come potete immaginare, sono diventata ancora più inquieta.
Un continuo pensare, chiedere, chiudere il comodino, riaprirlo, leggere, stare solo in silenzio a guardare il soffitto..ci ho messo 8 giorni a finire questo pezzo.
Ad oggi, ancora non so se credo a Dio come mi è stato raccontato, l’educazione Cattolica fa parte della mia cultura ma, da buona curiosa, mi sono sempre fatta molte domande.
Quello che so è che, essendo io una persona fortemente valoriale, vivo la mia vita mettendomi sempre in discussione e cerco di fare del bene alle persone a cui tengo; mi impegno a capirle anche quando per me le loro azioni non hanno senso; cerco di non arrabbiarmi quando le vedo buttare il loro tempo; ascolto; ci sono.
Dall’altra parte, tutto questo mi spinge a vivere con il piede sull’acceleratore, a cercare l’adrenalina, a volere solo emozioni forti, l’amore vero, l’Amicizia profonda, il tempo speso bene.
Non c’è spazio per l’infelicità reiterata.
Non c’è tempo da buttare perché non sai mai se e quanto puó essercene ancora.
L’inquietudine sarà sempre dentro di me.
“Inquieti per non essere inquietanti.”
E poi, come recitava uno dei libri più belli mai scritti, Cime Tempestose: •Solo gli inquieti sanno com’è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza•
E io tempesta, ti affronto sempre.
Voi?
Enne dalla tempesta.