fiducia

sostantivo femminile

  1. 1. Attribuzione di potenzialità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata da una vera o presunta affinità elettiva o da uno sperimentato margine di garanzia: aver f. in una persona, nel progresso, nelle proprie forze; ispirare f.
    • 2. Credito.”una ditta che gode di molta f.”

Ho sempre pensato di sapere cosa fosse la “fiducia” ma leggendo il vocabolario, mi sono sorti dei dubbi.

Per esempio: cosa c’entrano la potenzialità, i desideri, l’affinità elettiva? E l’attribuzione di tutto questo?

Che io sia una persona che soffre di forti ritardi emotivi, è un dato di fatto; ma ho sempre ritenuto la “fiducia” una cosa molto chiara nella mia mente. E anche ora mentre lo scrivo, la visualizzo.

So cosa è.

Ho sempre saputo che fidarsi è una scelta, e consciamente ho scelto di approcciarmi al mondo con una fiducia da cartellino giallo, mediocre. Quella che non ti fidi tanto, ma nemmeno poco; che una possibilità magari la dai anche. Certo, partire pensando che metá di quelle possibilità ti deluderanno, forse non è il massimo, ma da qualche parte bisogna pur partire.

“Una volta non ero cosi” è una frase che sento spesso quando questa diventa argomento di discussione; me nel mio caso, non vale nemmeno questa.

Io sono nata con il cartellino giallo cucito sulla fronte. Mi fido più delle mie sensazioni che delle altre persone.

E non parliamo poi di Dio.

Ma cosa succede quando hai la sensazione che ogni molecola del tuo corpo si fidi di qualcuno, a caso, inspiegabilmente?

Cosa succede quando provi ad ascoltare il tuo corpo che ti manda chiari segnali, nonostante questo possa sembrare assurdo?

Cosa saresti disposto a perdere se il tuo corpo ti avesse tradito?

#trust


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