Dopo l’ultima avventura mandata in onda a velocità 5x, riusciamo a saltare sull’aereo che ci sta riportando a casa.

Cosa dire? 3 giorni e mezzo belli PIENI.

Pieni di spot fantastici, muri coloratissimi e stickers ovunque (li amo!), pieni di mare e di verde..e il vento? Questo sconosciuto!

Giornate piene di cibo, QUALUNQUE: portoghese, vegano, indiano, tapas, toast improvvisati che sanno di origano e niente pastel: l’ho assaggiato, ma non è per me!

E poi i drinks: Matheus Rosè, Gin bluwer&Tonic, Mojito @Pink Street, Clean River che quel St.Germain mischiato al lime diventa una droga e ti alleggerisce i pensieri.

La bandierina di Risiko l’ho piantata anche in Portogallo muovendomi più del previsto anche se il tempo è tiranno: tra lo charme delle vie e il ritmo dei LisbonBreakers del Chiado, la Croce di Re João III nel punto più alto delle colline di Sintra e il coloratissimo Castello de Pena, l’applauso al tramonto a Cabo da Roca, la signora dei polli a Colares; la Boca do Inferno, i murales, gli animali ribelli nel parco e il mare spettacolare di Cascais.

E poi di nuovo Lisbona con i suoi tram che salgono pendenze inenarrabili e la bellezza del Bairro Alto, i tuc tuc e il curry nell’aria di Alfama, i “Miradouro” vari ed eventuali con annessi meravigliosi artisti di strada che non bastava mai neanche il power bank da quanti video e foto dovevo fare.

Le mie aspettative?

Vi dirò che questo viaggio è stato molto meglio di quello che mi ero immaginata.

È stato tutto PIÙ: più caldo, più colorato, più saporito, più musica ovunque, più risate, più murales, più artisti di strada e più nasi all’insù.

Una luna pazzesca che mi ha fatto canticchiare in testa più volte Harvest Moon di Neil Young..

E soprattutto, più salite e più discese.

E quindi anche più Uber che ci hanno permesso di fare così tante cose in poco tempo.

“Because I am still in love with you,

Oh this Harvest Moon”

#muitoobrigadaLisboa

#nelcaosdinasiallinsú

#seeyousoon


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