Adoro le parole perché, molte, significano cose diverse. Non dipende solo dal contesto ma anche dagli interlocutori che sono coinvolti nel processo di comunicazione.
Mentre guidavo oggi pensavo alla parola FINE.
/fì·ne/
aggettivo
1. Di spessore o diametro notevolmente ridotti o limitati: capelli f. come la seta.
2. Eseguito con gusto, cura e precisione, spec. nei particolari.”un lavoro”
3. Astuto, sagace.”ha un cervello molto f.”
/fì·ne/ però può anche essere un sostantivo femminile e maschile
1. sostantivo femminile
Il punto ultimo come cessazione o limitazione definitiva: dal principio alla f.
• ASSOL.
La morte: fare una f. cristiana, fare una brutta, una bella f.; essere in fine (o in fin) di vita o alla f
2. sostantivo femminile o maschile
Esito, risultato, riuscita: condurre a buon f.
3. sostantivo maschile
Scopo, obiettivo, risultato a cui tende un’entità attiva e organizzata.
Una semplice parola, quattro lettere e due sillabe; eppure così tanti significati.
Spesso diamo per scontato che la persona che ci ascolta, sappia a quale significato ci stiamo riferendo; eppure mi capita sempre più spesso di chiedermi se non sia questa la base vacillante che oggi non ci permette di costruire in modo sano le relazioni.
Non d’amore ma qualsiasi tipo di relazione che preveda la comunicazione.
Vi è sempre sembrato facile eh?
Eppure ora che ci state pensando vi vengono in mente tantissimi episodi di vita quotidiana dove questo succede.
La domanda che mi faccio è: mi interessa davvero farmi capire dalla persona con cui sto parlando?
Perché, a volte, io credo di no.
E voi a quale accezione di “fine” vi state riferendo in questo momento?